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Sono state intitolate le due vie della città

Domenica 11 marzo 2018
Cerimonia di intitolazione di due vie cittadine di Ceglie Messapica.
 
 Alla dott.ssa Isabella Ricci, primo medico donna della Città e all'On. Salvatore Morelli, apostolo del femminismo.
 La celebrazione, su iniziativa della Commissione Pari Opportunità, patrocinata dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Ceglie Messapica, si è tenuta venerdì 9 marzo 2018 con inizio alle ore 10,30, con lo scoprimento delle targhe indicative delle strade e la benedizione di Don Domenico Carenza, con la partecipazione di pubblico e famiglie, alla presenza degli Assessori Santoro, Palmisano e Leporale ed è proseguita nella Sala conferenze del Castello Ducale, con la illustrazione delle personalità insignite, alla presenza di congiunti della dott.ssa Ricci e delle discendenti dell'On. Morelli, di Carovigno, che al termine sono stati invitati a intervenire.
 Dopo l'introduzione dell'Assessore alla Pari Opportunità Grazia Santoro, e la prefazione della dott.ssa Gabriella Rodio, Presidente della Commissione, che ha introdotto e moderato le relazioni, sono seguite le relazioni della prof.ssa Maria Carla Maggiore e dell'Avv. Augusto Conte.
 La prof.ssa Maggiore ha illustrato la figura e l'opera della dott.ssa Isabella Ricci, nativa e operante in Ceglie Messapica, ricordando che conseguì brillantemente in giovanissima età la laurea in medicina presso l'Università degli Studi di Bari, affrontando e superando gli ostacoli e gli impedimenti dello stato della seconda guerra mondiale in corso, per quindi immettersi subito nell'impegno della attività lavorativa.
 Il primo medico-donna in paese ebbe una calorosa accoglienza, specialmente da parte delle donne che vedevano con favore le cure e le attenzioni “femminili” superando il senso di pudore connaturato alle ispezioni corporee.
 La dott.ssa Ricci ha esercitato la professione per molti anni armonizzando la scienza medica e le capacità professionali, ai sentimenti di umanità che il delicato esercizio delle funzioni richiede.
 L'Avv. Conte ha illustrato la dedizione alla “causa” della donna di Salvatore Morelli (Carovigno, 1.5.1824 – Pozzuoli 22.10.1880), un giurista “rivoluzionario” che in tale veste visse, a Lecce e a Napoli, prima soffrendo tutte le traversìe come antiborbonico e poi anche quelle dei critici del Regno d'Italia, imponendosi sempre come protagonista.
 Dopo la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Napoli iniziò l'attività di storico e pubblicista pubblicando per la rivalutazione della donna “La donna e la scienza considerate come soli mezzi atti a risolvere i problemi dell'avvenire” nel 1861; “La donna e la scienza o la soluzione dell'umano problema” nel 1862 e “La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale” nel 1869; agli scritti fece seguire un rilevante ed entusiasmante impegno sociale e politico per la soluzione della condizione femminile.
 Prima dell'unità d'Italia espiò la pena di anni otto di “relegazione”, essendo stato accusato per “Discorsi e fatti pubblici, contro la Sagra persona del Re Ferdinando II°, aventi soltanto di mira di spargere il mal contento contro il Governo” e per “Infrangimento per solo disprezzo delle immagini delle reali Maestà, il Re e la Regina situate in luogo pubblico”, tra il giugno e il luglio 1848; nelle isole di Ponza, Ischia e Ventotene mise a disposizione l'“esercizio” della funzione difensiva a favore di altri condannati, redigendo difese e atti e insegnando ai ragazzi del luogo, e rifiutando la grazia, concessa per aver salvato tre bambini da annegamento, a favore di un detenuto con figli.
 Il 17.3.1867 venne eletto (e rieletto per cinque volte) Deputato al Parlamento nel Collegio di Sessa Aurunca, presentando tre Disegni di Legge per la riforma della pubblica istruzione, per la tutela dei figli illegittimi e per la reintegrazione giuridica della donna e impegnandosi in una notevole produttività normativa, schierandosi contro la pena di morte; nel 1874 presentò sette Disegni di Lecce per assicurare con guarentigie giuridiche la sorte dei fanciulli e delle donne.
 Giuseppe Mazzini il 7.8.1867 in riferimento all'impegno per la parità dei sessi, gli scrisse: “Le vostre proposte hanno importanza vitale... e l'emancipazione della donna sancirebbe una grande verità, base a tutte le altre”. Tenne corrispondenza con  Stuart Mill, Jules Simon e Victor Hugo, che il 17.8.1867 scrisse: “Voi avete un nobile pensiere... ed io mi associo di tutto cuore ai vostri sforzi... il diritto dell'uomo implica il diritto della donna”. Giuseppe Garibaldi, il 6.7.1867 così si espresse: “L'ispirazione del Morelli formulata in questi disegni di legge è pratica e può rialzarci moralmente. Egli è stato il primo rappresentante in Europa e nel mondo portando nel campo legale l'emancipazione della donna.
 All'epoca della Sua elezione al Parlamento la donna non aveva personalità giuridica, non aveva la qualità di erede, era soggetta alla autorità maritale; Morelli riteneva che il problema della emancipazione femminile e quello pedagogico fossero intimamente connessi e collegati alla soluzione dei problemi della società e che spettassero alle donne i diritti intellettuali, civili e sociali connaturati alla persona umana, e una loro rigenerazione quale complemento dell'uomo, della famiglia e della società.
 L'Avv. Conte ha concluso auspicando che la sentita celebrazione prendesse la direzione di una memoria e di una testimonianza, e meno quella di un rituale dovuto, dovendo i giovanissimi studenti, presenti alla manifestazione, prendere coscienza e consapevolezza della parità dei diritti fondamentali della persona, senza distinzione di sesso, sanciti dall'art. 3 della nostra Costituzione, rendendo la parità effettiva nella società, nella famiglia, nel lavoro, dovendo avere l'impegno lavorativo della donna dignità, importanza, riconoscimento e retribuzione pari a quella dell'uomo.
 La manifestazione è stata arricchita dalla lettura di poesie della poetessa cegliese Rita Santoro Mastantuono.



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